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  • : Tante diverse e bellissime attività come decoupage, ricamo, appliqué, ecc che riflettono la creatività e manualità artistica di chi pubblica e di chi sostiene questo blog!
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  • Mi piace tutto quello che è arte , specialmente manuale  dal decoupage al ricamo, dal punto croce al quilting , dal patchwork al tiling , al dollmaking , alle decorazioni per la casa , per eventi e feste. Non parlo di hobby ma vera e propria creativ
  • Mi piace tutto quello che è arte , specialmente manuale dal decoupage al ricamo, dal punto croce al quilting , dal patchwork al tiling , al dollmaking , alle decorazioni per la casa , per eventi e feste. Non parlo di hobby ma vera e propria creativ

Lovely Xstitching news

9 dicembre 2009 3 09 /12 /dicembre /2009 12:09



l'Agrifoglio


Ecco come è l' , più comunemente noto come AGRIFOGLIO o PUNGITOPO Maggiore .

Come il Vischio, la Poinsettia(Stelal di Natale) , l'Edera  ed altre Conifere vanno a decorare tavole, porte, archi, scale per rendere le nostre festività  ancora più festose e magiche, così anche l'Agrifoglio fa la sua parte ed anche molto importante!

L'agrifoglio  che trovate dai fioristi e nei vivai in rami oppure come pianta da tenere nel giardino o in balcone  è abbastanza semplice da conservare .

Si può tenere infatti in zone soleggiate o a mezz'ombra e sopporta una temperatura fino a + 35°C  mentre in inverno si mantiene decorosamente fino ai -5°C .

Può essere ricreata attraverso le sue bacche rosse che provengono dalla pianta femmina  che viene impollinata da un agrifoglio maschio (che abbonda in Italia)  oppure , come è riuscito a me , con una talea .

 


Questa è la mia pianta di agrifoglio : Ha 2 anni e l'ho ottenuta  prendendo un rametto di agrifoglio- quelli che vendono i fioristi con attaccate le bacche rosse finte in plastica (circa 2,50 euro) , passata la stagione delle feste, ho tolto le foglie (3 ) di base e lasciato solo quella in cima alla pinatina.

Ho imbibito con dell'ormone della crescita  la base del tronco ed l'ho inserito in un vasetto da 10 cm di diametro con terriccio leggero e pochissima sabbia (purtroppo niente perlite!) .
Alla fine di gennaio , sulla punta ecco spuntare una fogliolina con i piccoli (e mobidi) aculei ... non vi dico che sensazione !! la prima vera talea , fatta per caso...
E dopo quella, tante altre foglioline  fino a questa di quasi 2 anni .
Vorrei farla crescere più in fretta ma è già garnde la soddisfazione per questo risultato inatteso..
 
L'Agrifoglio ha origini pagane e questo è assodato. Furono i Romani ed i Druidi celti ad utilizzarlo per primi .
Gli inverni erano lunghi, bui e freddi e la natura dava poche note di colore e vita . Solo questa pianta durante l'inverno era particolarmente ricca di vivaci bacche rosse.

Così si appendevano rami di Ilex nelle capanne per proteggere le fate e gli elfi dai rigori dell'inverno e nello stesso modo per scacciare le tenebre e la malasorte con la loro foglie coracee munite di aculei .
Per questo i Romani lo consideravano un portafortuna a tutti gli effetti e sembra che rametti di Ilex accompagnassero i regali che si scambiavano durante i Saturnali di dicembre per scongiurare gli attacchi di spiriti maligni.

Le bacche, velenose per l'uomo , erano edibili per gli uccelli e forse anche per questo l'agrifoglio simboleggiava prosperità  e sopravvivenza .

Da simbolo pagano divenne , poco alla volta, simbolo di protezione anche per i primi Cristiani che durante le fasi inizioali del Cristianesimo, sempre più vessati e perseguitati, iniziarono ad appendere rami di agrifoglio in casa per evitare di essere scoperti dai loro persecutori .

Da qui l'assorbimento da parte della tradizione cristiana di questa pianta che con i suoi aculei rappresentava  la corona di spine del Cristo e con le sue bacche il sangue versato sulla croce.

Così, anche semplicemente in 3 -4 rami dentro un vaso di fiori  "legato " con un nastro rosso , l'agrifoglio porta fortuna e prosperità in casa . Quando lo comprate presso i fioristi o i vivaisti in rami separati (troverete più la specie comune) mettetelo in un ingresso e in un tavolo del soggiorno. Quando si arricciano le bacche e si raggrinziscono un poco le foglie , non butatelo.
Prendete una bomboletta di spray ORO e copriteli bene con l'oro: spezzati in tanti mini-rametti possono essere utilizzati come decorazioni per una ghirlanda , un centro tavola, per confezionare un pacchetto regalo, ecc..

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29 novembre 2009 7 29 /11 /novembre /2009 19:33


PYRACANTHA


 

L'avrete senza dubbio vista a siepe lungo strade, giardini di case private, nei boschi , è la Pyracantha una pianta semplice e rustica ricca di bacche coloratissime .

Della Famiglia delle Rosaceae , appartiene ad un genere di 10 specie di arbusti sempreverdi, rustici, con rami spinosi (spine simili ad aculei e fini come spilli ) e bacche di colori vivi, larghe circa 1 cm che escono sulla pianta verso settembre e finiscono il loro ciclo in marzo.

Piante che si adattano a formare siepi ma se vengono potate è facile che non producano più un gran numero di bacche.Si adatta perfettamente a terreno modesto e ai diversi ambienti , quindi anche a quello inquinato di città.

Alcune specie arrivano a discete altezze , come la specie Atalantioides(Pyracantha gibbsii) che cresce in Cina fra i 4 e i 7 metri, mentre le altre tipologie sono per crescite più contenute (3-4 metri) .

La specie che ho fotografato , lungo la rete di recinzione di una stazione di benzina in città , è la Pyracantha Coccinea  che cresce in Europa meridionale, Italia , Asia Minore  ed arriva anche ai 5 metri di altezza. .
Ha foglie ovali ed appuntite. I fiori che sbocciano da primavera a fine estate sono bianchi , molto simili a quelli del biancospino, di circa 1 cm e riuniti in corimbi  larghi 5 cm. A fioritura finita vengono sostituiti da bacche rosso vivo.

Nella varietà "Lalandei" ha bacche rosso-arancio e foglie atipicamente più larghe.

Le bacche possono anche essere di giallo vivo se la pianta appartiene al gruppo Pyracantha cremulata nella varietà Rogersiana Flava.

Sembra che gli uccelli siano ghiotti di queste bacche e contrariamente a quanto si possa pensare per il loro gusto piuttosto forte , le bacche sono commestibili e spesso ci si imbatte, specie nei paesi anglosassoni , in qualcuno che ne ha fatto una buona gelatina di accompagnamento a carni .


COLTIVAZIONE

La Pyracantha si pianta in Ottobre o in Marzo, in tutti i terrenida giardino ben drenati, anche in quelli calcarei.

Crescono bene in posizioni soleggiate o parzialemnte ombreggiate . Se vengono coltivate come piante da muro, hanno bisogno di sostegni(tendono a cadere in avanti).
Per formare siepi, le piante devono essere disposte ogni 40-60 cm  l'un l'altra e si poteranno i rami dell'anno a metà della loro lunghezza.

Innaffiature : regolari (anche per piante in vaso) ma non troppo abbondanti .

MOLTIPLICAZIONE

In luglio-agosto si prelevano talee  di 8-10 cm  e si mettono in un miscuglio di torba e sabbia  in parti uguali in un cassone.

e' buono mettere alla base della talea un pizzico di Ormone radicale per accellerare l'irradicamento.

Quando hanno radicato, di mettono singolarmente in vasi  di 7-8 cm e si fanno svernare un poco riparate.

                                      °°°°°°°°°°°°°°°°°°°


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2 novembre 2009 1 02 /11 /novembre /2009 12:31

VI PRESENTO L'ECHEVERIA , MIO RECENTE ACQUISTO AL BIA GARDEN CENTER DI PARMA .
HA UNA COLORAZIONE VERAMENTE FORMIDABILE !

L'ECHEVERIA E' UNA PIANTA SUCCULENTE DELLA FAMIGLIA DELLE CRASSULACEAE ED E' ORIGINARIA DEL MESSICO.

IL NOME E' IN ONORE DI ATTANASIO ECHEVERRIA, BOTANNICO E NATURALISTA SPAGNOLO VISSUTO TRA IL 1700 E IL 1800. ECHEVERRIA FU ANCHE UN HRANDE PITTORE CHE DURANTE I SUOI VIAGGI "PROFESSIONALI" IN MESSICO , INQUADRO' CON LA SUA TAVOLOZZA ALCUNE SPECIE DI ECHEVERIA .

LE FOGLIE DELL'ECHEVERIA SONO PIATTE E CARNOSE  E SONO DISPOSTE A "ROSETTA" .
DAI SUOI FUSTI IN ETA' ADULTA SI RAMIFICANO CREANDO NUOVI GETTI CHE , STANCCANDOLI DALLA PIANTA MADRE, POSSONO ESSERE MESSI IN VASI PER FARNE NUOVE PIANTE .

COLTIVAZIONE

RICHIEDE UN TERRENO POROSO  E MOLTO DRENANTE , COME TERRICCIO UNIVERSALE MISCHIATO A SABBIA ED HA BISOGNO , IN GENERALE , DI MOLTA LUCE  O SOLE DIRETTO.

SONO PIANTE MOLTO RESISTENTI ALLA SICCITA': IN INVERNO OCCORRE INNAFFIARLE MA
NON SPESSO SOLO QUANDO SONO A TEMPERATURE AL DI SOPRA DEI 15°C (IN CASA), MENTRE FUORI A TEMPERATURE BASSE LE INNAFFIATURE POSSONO ESSERE EVITATE .

RICORDATEVI COMUNQUE DI INNAFFIARLE POCO ALLA VOLTA E LASCIARE, PRIMA DELLA SUCCESSIVA INNAFFIATURA, QUALCHE GIORNO PERCHè IL TERRENO DI ASCIUGHI BENE .

POSSONO CRESCERE IN ALTEZZA FINO A 15 CM MA SI POSSONO ESPANDERE IN LARGHEZZA PER OLTRE 20 CM.

LA TROVO BELLISSIMA, CHISSA' SE MI DURA!!!

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27 ottobre 2009 2 27 /10 /ottobre /2009 07:25


VISTO CHE QUESTO E' UN BUON PERIODO PER LE ERICHE , FARNE  PICCOLE COMPOSIZIONE SUI DAVANZALI O NEI GIARDINI , ECCONO QUI UNA UN PO' INSOLITA  TROVATA E COMPRATA NELLA FIERA  D'AUTUNNO DEL QUARTIERE .

FRANCAMENTE, NON AVEVO MAI VISTO UN'EDERA CON RAMI SIMILI A QUELLI DI UN ABETE NANO E FIORI COSì GRANDI E COPIOSI.

DEL RESTO LA SPECIE DELLE ERICHE CONTA PIU'  DI 500 VARIETA', ARBUSTIVE SEMPREVERDI, IL CUI NOME DERIVA DAL NOME SCANDINAVO ERIK/ERIKA.
lA GRAN PARTE  DELLE VARIETA' E' PRESENTE NELLE ZONE FLORISTICHE DELLA REGIONE DEL CAPO, IN SUD AFRICA. 
SONO PIANTE MOLTO VERSATILI  SE SI PENSA CHE POSSONO ABBONDARE IN TERRENI ACIDI  DI ZONE BOSCHIVE RICCHE DI CASTAGNETI, IN RADURE BOSCHIVE  DOVE ANCHE CHI CERCA FUNGHI FACILMENTE  S'IMBATTE  IN CESPUGLI DI ERICA VIOLETTA O BIANCA ; OPPURE IN ZONE BOSCHIVE DELLA FASCIA MEDITERRANEA (ERICA ARBOREA) O
SPONTANEA IN ZONE CON TERRENI CALCAREI COME IN SARDEGNA O IN SICILIA (ERICA TERMINALIS) .

L'ERICA CINEREA, QUELLA CHE NORMALMENTE VIENE VENDUTA IN VASETTI DI MODESTE DIMENSIONI , IN PIU' SFUMATURE DI ROSA O BIANCA, PUO' ESSERE COLTIVATA IN VASO O IN UNA CIOTOLA , TENEDOLA ALL'APERTO (DAVANZALE, BALCONE, GIARDINO, ECC..) . E' MEGLIO COMUNQUE UNIRE PIU' PIANTINE PERCHE'  ABBIANO QUELLA COMPATTEZZA ED EQUILIBRIO DI UMIDITA' TALI  DA PERMETTERGLI DI SOPRAVVIVERE A CAMBIAMENTI ATMOSFERICI CON FORTI SBALZI DI CALORE .

QUANDO SI PASSANO DAL VASETTO IN CUI SI SONO COMPRATE AD UNO PIù GRANDE O PIENO TERRENO, BISOGNA AVERE L'ACCORTEZZA DI FARE UN TAGLIO LUNGO LA PARTE RADICALE PER SUDDIVIDERE LA RADICI E FAR Sì, CHE 1 VOLTA NEL NUOVO TERRENO(ACIDO) POSSANO APRIRSI ED ESPANDERSI.

LE ERICHE NON HANNO BISOGNO DI GRANDI INNAFFIATURE MA SOLO QUANDO PASSANO LUNGHI PERIODI DI SICCITA'. RIESCONO A RESISTERE ABBASTANZA BENE AL SECCO, MENTRE OCCORRE AFRE ATTENZIONE AD EVENTUALI SEGNI DI SOFFERENZA QUANDO LE PIANTE SONO STATE A LUNGO INNAFFIATE CON ACQUE DURE (DEL RUBINETTO) E SI E' QUINDI DEPOSITATO MOLTO CALCARE SUL TERRENO ACIDOFILO.



NON VUOLE NESSUN TIPO DI CONCIMAZIONE MA PIUTTOSTO TERRENO POVERO: RICORDARSI DI AGGIUNGERE 1-2 VOLTE ALL'ANNO NUOVO TERRENO ACIDOFILO. IN PRIMAVERA TAGLIARE VIA I RAMI FUORI FORMA PER RAFFORZARE QUELLI GIOVANI E GLI ALTRI RIMASTI.I RAMI POTATI NON SI GETTANO PERCHE' SERVONO ALLA PACCIAMATURA DELLA PIANTA MANTENENDO IL TERRENO ACIDO.

PUO' SOFFRIRE DI UNA MALATTIA FUNGINA, DETTA "SECCUME  DELL'ERICA" PER LA QUALE SI PUO' FARE UN'AZIONE SOPPRIMENDO I RAMI COLPITI  . SPESSO LA MALATTIA E' LETALE PER LA PIANTA ..

LA MOLTIPLICAZIONE DELL'ERICA AVVIENE PER TALEA, PRELEVANDO I GERMOGLI LATERALI NEL MESE DI SETTEMBRE E METTENDO  I RAMETTI IN UN VASETTO DI SABBIA E PERLITE ED IMMERGENDO LA PARTE TAGLIATA DEL FUSTO IN ORMONE RADICALE.
DOPO L'ATTECCHIMENTO PER AVERE I PRIMI RISULTATI OCCORRERA' ASPETTARE CIA. 2 ANNI....

LA SPECIE NELLA FOTO E' STATA CLASSIFICATA COME ERIKA DARLENSYS ED E' UN IBRIDO CREATESI QUASI SPONTANEAMENTE IN UN VIVAIO INGLESE NELLA SECONDA PARTE DELL' 800. 

HA RAMI DI MEDIA LUNGHEZZ , AGHIFORMI . I FIORI SONO A GRAPPOLO CAMPANULATI E LE VARIETA' DEI COLORI SONO DIVERSE : DAL BIANCIO AL ROSSO AL ROSA E BICOLORE, COME LA MIA , LA VARIETA' ARTHUR JOHNSON .

 

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23 settembre 2009 3 23 /09 /settembre /2009 19:20



FAMIGLIA DELLE ARACEAE

Non facilmente trovabile su testi ed enciclopedie del giardinaggio che abbiano più di 10 anni  , forse perchè
 da noi non così conosciuta e commercializzata .
La Zamioculcas viene dall'Africa Centrale, Tanzania  e sembra sia stata catalogata per la prima volta nella seconda parte del 1800. 

E' una pianta decisamente robusta e vigorosa , sempreverde, da appartamento preferibilmente . Le foglie sono quelle di una succulenta (piuttosto spesse e grasse) , pennate, lucide, verde scuro da adulte e di un tenerissimo verde prato quando sbocciano..

Ha una crescita lenta ma continua : questo esemplare , comprato alla fine di agosto 2009  ad oggi ha 4 getti nuovi, di cui due perfettamente aperti ed in piena crescita .

Nel terreno forma dei bulbi sotterranei da cui poi si sviluppano  polloni basali , simili ad asparagi giganti ,che crescendo diventano fusti eretti e solidi  coperti da foglioline verdi regolari..

Solitamente la pianta si tiene in appartamento e la sua positività sta nel fatto che accetta una ampia gamma di luce , da quella diretta all'ombra quasi completa.

Ha bisogno di inaffiature regolari ma non soventi e copiose . E' sufficiente una volta ogni 5-6 giorni, facendo in modo che la pianta sia ben umidificata ma che non ci sia abbondanza d'acqua per evitare ristagni dannosi.

In inverno, necessità di innaffiature moderate se conservata al fresco (serra, veranda) , ed essere meno parsimoniosi se la pianta alloggia in un ambiente abbondantemente riscaldato .

Il terreno che preferisce è quello più soffice ben drenato e, in primavera-autunno , anche regolarmente concimato una volta al mese con concime preferibilmente per piante grasse . Nella stagione invernale, evitate di dare concime .

Dato che è una pianta che facilemente "attichisce"  e quindi genera parecchi polloni e quindi ramificazioni nuove, ad un certo punto dovrà essere rinvasata. Normalmente , l'operazione si fa ogni 2 anni , a primavera, ma se vedete che la pianta ha difficoltà per uno sviluppo insolitamente più abbondante , anticipate questo periodo ma sempre in PRIMAVERA !


La propagazione avviene per seme che credo pochi riescano ad ottenere e preferiscono farla per foglia recisa, che viene o messa in acqua per attecchimento di nuove radici o direttamente in terreno sciolto di sabbia e perlite : qui formeranno i bulbi nel terreno da cui si svulupperanno le piante .








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18 settembre 2009 5 18 /09 /settembre /2009 12:06



SAMBUCO
Famiglia : CAPRIFOLIACEAE

 

Chi non l'ha nmai visto , passeggiando lungo strade di campagna, in collina ed anche in zone montagnose quando a fine estate produce le sue bacche nere?
E’ una pianta spogliante e legnosa, arbustiva o arborescente , ma anche erbacea. E’ comunissima

Allo stato spontaneo, per lo più infestante . Talvolta è coltivata anche a scopo ornamentale.

 

Il genere SAMBUCUS  comprende più di 20 specie diffuse allo stato spontaneo in regioni temperate ed  
 anche subtropicali, ma solo nell’emisfero settentrionale.

  Generalmente si tratta di grossi cespugli o di piccoli alberelli con rametti piuttosto sottili o comunque  assai
  fragili, in quanto molto ricchi di midollo.


Il Sambuco è una pianta estremamente rustica e frugale , alligna un po’ dappertutto ma soprattutto nei terreni incolti , nei boschetti, lungo le siepi ed al margine dei campi.


Nonostante sia piuttosto appariscente (almeno nel momento della fioritura o più avanti , quando prendono colore le bacche rosse o nerastre, viene considerato una pianta infestante  e comunque di scarso pregio. Vegeta indifferentemente a pieno sole o all’ombra , in terreni argillosi, profondi ed umidi, come pure in quelli superficiali pietrosi e asciutti.

E’ una pianta pressoché indistruttibile ed infatti ha una capacità di rigenerarsi del tutto eccezionale , infatti 
nonostante i rami siano fragili , rispunta comunque a primavera anche se le piante vengono tagliate al piede
  o risultano completamente bruciate dal fuoco.

 

  I cespugli spiccano nei boschetti soprattutto quando sono in piena fioritura : i fiori , bianchi e piuttosto
  piccoli, sono riuniti in ampi corimbi appiattiti; i frutti sono delle drupe carnose e succose , simili a bacche .

 

Le specie

 

  Il Sambucus Nigra, il comune sambuco nero, cresce spontaneo in una vastissima regione che si estende
 dall’Europa all’Asia orientale , comprensiva dell’area Caucasica e Siberiana.


 Forma dei grossi cespugli che, quando il terreno è profondo e di buona fertilità , possono diventare alti fino
 a 8 metri. Si riconosce per i rametti molto ricchi di lenticelle ed a midollo molto sviluppato.

Soprattutto le piante cresciute a pieno sole fioriscono abbondantemente a primavera , da giugno a luglio, a seconda delle zone.

I piccoli fiori molto odorosi di colore bianco-gialliccio sono riuniti in grandi infiorescenze appiattite.

I frutti color nero sono delle drupe tondeggianti e contengono un succo sanguigno ed alcuni noccioli.

Questo sambuco è una pianta infestante e difficile da estirpare in caso di necessità , inoltre è poco attraente  per le foglie di odore sgradevole ed anche perché , per la fragilità dei rami , spesso i cespugli si presentano rovinati e malconci.

E’ una specie conosciuta e molto apprezzata come pianta medicinale . Si possono anche utilizzare i fiori e soprattutto i frutti ben maturi per preparare marmellate e confetture .

 

Nei giardini piuttosto estesi  si può lasciar crescere  qualche cespuglio di sambuco nero  oppure introdurre   qualche pianta di varietà ornamentali  come il Sambuco Nigra Aurea  a foglie giallo-dorate  oppure il Sambuco Nigra varietà Laciniata con foglie molto frastagliate  ed incise simili a quelle delle felci.

 

Il Sambuco Racemosa  conosciuto come “Sambuco rosso” o sambuco di montagna  è diffuso allo stato spontaneo  specie nei boschetti o nelle radure delle regioni collinari e montane , sia in Europa come anche nell’Asia Minore ed in Cina . E’ frugale come il sambuco nero e cresce rapidamente , si adatta anche in posti ombrosi e può formare dei grossi cespugli alti fino a 5 metri.

Ha foglie imparipennate e composte da 3-7 foglioline acute, fiori di colore bianco –giallognolo e verdognolo e frutti di color rosso-corallo lucente in grandi grappoli.

 

C'è anche il Sambuco Canadensis , sambuco del Canada, specie cespugliosa che arriva a toccare i 4 metri di altezza . Assomiglia al comune sambuco nero , ha foglie imparipennate con 5-10 foglioline , rametti scarsi di lenticelle , fiori bianco-giallognoli riuniti in infiorescenze molto ampie e larghe fino a 25 cm. Si distingue abbastanza facilmente per le foglie che presentano una leggera peluria setosa e per i frutti di colore porpora quasi nerastro.

 

Da ultimo il Sambuco ELABUS , detto “ebbio”  che è nettamente diverso dagli altri sambuco dato che non è un arbusto o alberetto ma una specie erbacea perenne a rizoma strisciante  ed a steli erbacei, eretti e non ramificati  che si rinnovano annualmente da cespi alti poco più di un metro .

Per altre caratteristiche è molto somigliante al comune sambuco nero (varietà : Nigra)  per quanto le foglie siano più piccole , imparipennate e composte da 7-11 foglioline  acute. L’ebbio è una pianta infestante , cresce su terreni incolti, fossi e macerie pur essendo parzialmente utilizzato per le proprietà medicinali.

 

Coltivazione

 

Allo stato spontaneo  i sambuchi si riproducono facilmente anche grazie all’aiuto degli uccelli che sono ghiotti  dei piccoli frutti.

Nei vivai si propagano  unicamente alcune varietà orticole per talee legnose , da eseguirsi durante  l’inverno o anche semilegnose da fare a fine estate . Si prò riprodurre per seme  oppure si possono prelevare stoloni o germogli basali.


Proprietà del sambuco

Fra la tradizione e la leggenda la notizia che in campagna, il contadino -per conservare le mele inalterate, le disponga in file intervallate da fiori di sambuco.
Cercherò di verificare di persona la cosa!

In ogni caso , sin dall'antichità il sambuco veniva utilizzato per fare il decotto della radice nel vino contro i morsi di vipera .
A livello di proprietà medico - terapeutiche vengono utilizzati fiori più vecchi per curare esternamente le affezioni bronchiali .

Le sue principali funzioni terapeutiche sono SOLO nei fiori e nei frutti.
Il resto della pianta è velenosa , semi compresi .

Le bacche sono edibili (quindi possono essere mangiate) SOLO dopo la loro cottura se utilizzate in gelatine, marmellate, confetture . Sembra che in tutta la Germania sia quasi un rito farne marmellate  per accompagnare durante l'inverno soprattutto le carni di maiale. Al palato, la marnmellata di sambuca risulta molto delicata specie se non troppo caricata di zucchero. L'ho fatta  anch'io in casa qualche anno fa e, a livello di deliatezza , è pari solo a quella di petali di rosa.

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18 settembre 2009 5 18 /09 /settembre /2009 11:00




IL  VIBURNUM  APPARTIENE ALLA FAMIGLIA DELLE CAPRIFOLIACEAE , E' UNA PIANTA LEGNOSA, CESPUGLIOSA ADATTA A PARCHI E GIARDINI


IL GENERE VIBURNUM PARE ABBIA ORIGINE NELLE ZONE TEMPERATE E SUBTROPICALI DELL'EMISFERO SETTENTRIONALE .

NE ESISTONO CIRCA 110 VARIETA' , ALCUNE SEMPREVERSI, ALTRE SEMISEMPREVERDI, ALTRE A SPECIE CADUCA DELLA FOGLIA DURANTE LA STAGIONE INVERNALE.

LE FORMA ARBUSTIVE, IN PARTICOLARE, HANNO SPESSO INFIORISCENZE VISTOSE , DI FORMA E  TIPO DIVERSO.

COME PER L'ORTENSIA , ANCHE I FIORI DEL VIBURNO POSSONO ESSERE DISPOSTI A OMBRELLA O A CORIMBI CON I FIORI PERIFERICI GRANDI E STERILI E QUELLI CENTRALI PICCOLI E FERTILI..

I FIORI ESTERNI PIU' GRANDI FORSE HANNO PIU' UNA FUNZIONE DI RICHIAMO PER GLI INSETTI .
LE FOGLIE SONO IN GENERE GRANDI O DI MEDIA GRANDEZZA E SI ALTERNANO FRA DI LORO. MOLTE SPECIE HANNO IL FOGLIAME CHE , IN AUTUNNO, DIVENTA DI UN BEL ROSSO -VIOLA.

I FRUTTI  SONO DRUPE ROSSE , BLU SCURO O NERE, CON UN UNICO SEME .

I VIBURNI RICHIEDONO TERRENO FRESCO, FERTILE E BEN DRENATO E POSIZIONI AL SOLE O A MEZZ'OMBRA.LE SPECIE A FIORITURA PRECOCE ESIGONO POSIZIONI BEN RIPARATE E NON ESPOSTE A ORIENTE SPECIE IN INVERNO PER EVITARE, DOPO LA GELATA NOTTURNA CHE IL PRIMO SOLE DELLA MATTINA DANNEGGI I GERMOGLI. lE SPECIE SEMPREVERDI SI METTONO A DIMORA IN SETTEMBRE-OTTOBRE  O INMARZO-APRILE.

LE SPECIE A FOGLIA CADUCA VANNO SISTEMATE A DIMORA DA OTTOBRE A MARZO CON CONDIZIONI DI TEMPO FAVOREVOLE.


LA MOLTIPLICAZIONE SI EFFETTUA IN LINEA DI MASSIMA PER TALEA , LUNGA 8-10 CM , CHE SI PRELEVA DAI GERMOGLI LATERALI  INSIEME AD UNA PORZIONE DEL RAMO PORTANTE  E SI PIANTANO SUBITO IN UN MISCUGLIO DI TORBA E SABBIA IN QUANTITA'  UGUALI .

LE TALEE PRELEVATE SI FANNO RADICARE IN CASSONI A GIUGNO-LUGLIO A TEMPERATURA DI 15-16°C ; QUELLE INVECE FATTE A FINE ESTATE , SI FANNO SVERNARE IN UN CASSONE PROTETTO.

I VIBURNI NON HANNO BISOGNO DI POTATURE REGOLARI, MA SOLO PER SFOLTIRE E REGOLARE LA CHIOMA  .

(Viburno dell'Appennino Parmense , alt mt. 842)




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10 settembre 2009 4 10 /09 /settembre /2009 07:20



SOLANUM

Appartenente alla Famiglia delle Solanaceae, è una delle piante che -ahimé -ho scoperto solo recentemente  per il mio balcone e per i davanzali .

Il nome sembra derivi da  quello che i Romani antichi davano ad una delle piante della specie , vale a dire il Solanum Nigrum , tradotta pianta moretta , velenosa ed infestante .E' una pinata erbacea, spontanea o diffusa nelle coltivazioni, ed è decisamente interessante sia come ortaggio che a scopo ornamentale.

I tipi di Solanum sono tra i 1500 e 2000 , la maggior parte diffusa in modo spontaneo,  e più o meno tutte le specie hanno origine in Sud America, Brasile, Cile, Costa Rica, ecc..

Vengono venduti normalmente(vivai, garden centres e negozi) in vasi di circa 14 cm di diametro e la pianta è già molto rigogliosa seppur di modeste proporzioni.

Prendo esempio dai miei due esemplari , di cui uno è quello nelle foto. E' stato comprato all'esposiszione
Nel segno del Giglio fiera annuale (fine aprile)presso la Reggia di Colorno-Parma .

Come detto, era in un vaso di 14 cm , con due -tre rami con fogliame ed un paio di fiori. Il suo genere è quello arbustivo, con fusto legnoso imponenete per una puiccoal pianta (ca.3 cm diametro) non più alta di 3030 cm e con forti e spesse radici.
Non è ricadente o rampicante ma si estende  molto in larghezza ed  è molto rigoglioso , con tante foglie di un verde scuro .Il tipo è Solanum Seaforthianum.
I grappoli di fiori continuano ad uscire e nascono di colore azzurro chiaro per poi diventare , una volta maturi, bianchi candidi con antere gialle.

Nell'arco di tre mesi , è diventato così ! La gran parte dei Solanum ornamentali venduti sono introdotte da regioni a regime tropicale  o subtropicale. Per questa ragione sopravvivono perfettamente al nostro caldo torrido  degli ultimi anni.


INAFFIATURE : Va inaffiata regolarmente ed abbondantemente in primavera-estate  , senza eccedere, , può resistere anche un paio di giorni senza inaffiatura (giusto un fine settimana ,),ma non esagerate oltre !

In inverno va tenuto in zona un poco riparata . Perderà parte del fogliame e le inaffiature andranno diradate (come per la gran parte delle piante a riposo) .

CONCIMAZIONE:In inverno,se le radici sono in superficie o escono dai fori di scolo del vaso, occorre - anche in inverno- dare concime liquido alla pianta , un concime piuttosto ricco di potassio.
In estate, per favorire la fruttificazione, è bene spruzzare la pianta con acqua tiepida .

TEMPERATURE :  La temperature non dovrebbe mai scendere al di sotto dei 10-13 °C .

MALATTIE :  Temono gli afidi e la Muffa grigia , ma anche le innaffiature eccessive (foglie gialle e cadenti ) o inaffiature insufficienti ( foglie che si appassiscono)

TIPOLOGIE :

- il S. Jasminoides, originaruio del Brasile , è un arbusto rampicante a foglie persistenti,apprezzato per la grande vigorìa vegetativa e per le vistose fioriture che si prolungano da luglio a settembre  e anche oltre se il clima è particolarmente mite.
E' una pianta a tralci in parte legnosi lunghi fino a 7 metri! e ben ramificati.
I fiori sono piccoli , eleganti e di colore bianco .Dove il clima invernale è rigido, devono essere protette in piccole serre o altri locali .
- il  S. Seaforthianum , originario di Trinidad, è una pianta "sarmentosa" e di grande sviluppo vegetativo. E' simile al S. Jasminoides , per il portamento e le esigenze climatiche  ma è leggermente più rustico. Fiorisce in continuità dalla primavera inoltrata fino all'autunno ed i fiori sono di colore bianco-lillacino o anche violetto pallido.

- il S. Wendlandii è un arbusto rampicante , originario del Costa Rica, con foglie persistenti e fiori molto grandi, azzurro-lillacino che sbocciano con contituità da giugno a settembre .  E' molto sensibili al freddo intenso ed al gelo  per cui , se interrato in un giardino , lo si farà solo in quelle zone geografiche dove si coltivano agrumi e olivi

- Il S. Nigrum , pianta erbacea annuale di rapida crescita , ben ramificata e la cui altezza arriva ai 60 cm.
La specie è più conosciuta come "erba morella" o "erba mora" , cresce ovunque allo stato spontaneo in molte delle nostre regioni, in terreni incolti  , ai margini di campi coltivati. Gli agrocoltori non la vedono di buon occhio perchè infestante .
si riconosce per i numerosi piccoli fiori bianchi e i grappoli di bacche piccole, tonde e color viola-nero.
Viene considerata fra le erbe medicinali ma non facilmente trattata perchè comunque è da considerarsi , in dosi massicce, altamente velenosa e può causare forti intossicazioni.

- Il S. Dulcamara , noto come "dulcamara" o corallini o morella legnosa , è una specie arbustiva perenne a steli legnosi almeno alla base. Arriva ad una lunghezza dei rami di 3 metri. E' pianta spontanea, si trova lungo i fossi  in terreni incolti ma freschi o umidi, sia in pianura che in collina e montagna.

Le foglie hanno forma a cuore e di colore verde opaco. Fiorisce a  primavera inoltrata e nei mesi estivi con fiori poco appariscenti. Molto più gradite agli occhi sono i frutti , delle bacche globose di rosso intenso e lucente.Bacche belle, sì, ma molto velenose.
Gli steli della Dulcamara si dice vengano  usati a scopi terapeutici perchè contenenti principi attivi che hanno proprietà diuretiche, depurative e lassative . La pinata è conosciuta come dulcamara per il sapore agrodolce , inizialmente è amarognolo per poi divenire dolciastro.

- Il S. Capsicum , originario del Brasile. Arbusto eretto e ramificato di buona altezza e a foglie lanceolate .
Ama stare in piena aria enon sopporta temperature sotto i 5-6 °C. In estate vuole abbondanti inaffiature e la sua fiorescenza non è particolarmente attraente ma con fiori bianchi e molto piccoli .
 
Esiste anche una tipologia di Solanum infestante  come il Solanum Tuberosum, la PATATA, il Solanum Melangeum che non è altro che la MELANZANA ed il Solanum Lycopersicum , il POMODORO.




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31 agosto 2009 1 31 /08 /agosto /2009 13:25

MIRABILIS jalapa

 

Credo che occorra ogni tanto rivalutare il ruolo delle erbacee comuni, perenni o annuali, che riempiono molti dei nostri giardini  con i colori dei loro fiori, il profumo , la varietà delle forme delle loro foglie .
Diverse di queste erbacee, oltre che in piena terra, possono essere coltivate anche in vaso .
La Mirabilis Jalapa , più comunemente nota come BELLA DI NOTTE , è una di quelle.

La particolarità di questa pianta risiede nei suoi fiori " a trombetta" che , oltre ad essere profumati, si chiudono di giorno per aprirsi appunto la notte . In foto quella che ho in vaso sul mio balcone che partita da un piccolo seme nero di circa 5mm (regalato da mia sorella) è diventato un arbusto il cui tronco ha un diametro di quasi 3 cmm in poco più di 1 mese!

Pianta tuberosa che ha origine dell'America centrale e meridionale , si presenta con un tronco forte e ben ramificato, con molte foglie di un verde brillante  con la base a cuore .

 

I fiori escono numerosissimi , sono pentalobati e , come detto, di un profumo intenso . I fiori possono essere di diversi colori dal giallo al rosa brillante o bianchi e possono nascere di due colori diversi sulla stessa pianta .
I fiori si schiudono con il tramonto e "vivere " aperti per tutta la notte fino al levarsi del sole.

La posizione in cui ho sistamato la mia pianta è in pieno sole  e, in effetti, è questa la posizione ideale anche vedendo la Bella di notte bordare giardini , vialetti ed aiuole.

Certamente soffre il caldo e quindi tenderà , nella stagione invernale, a seccare specie nelle parti aeree . Essendo di natura tuberosa, i tuberi presenti fra le radici possono essere estratti e mantenuti in zone riparate sino all'arrivo della primavera per essere poi rinvasati e riprodurre nuove piante sulla base di quelle
morte l'anno precedente .

Per ottene invece delle nuove piante , si possono utilizzare i semi  che si riproducono con la caduta di ciascun fiore : sono oblunghi , neri , di circa 2 -2,5 mm. che si possono mettere a dimora in marzo oppure direttamente in terra in aprile .

 

Non hanno bisogno di particolari terreni se non quelli ben drenati e fertili. Hanno bisogno, in piena estate , di abbondanti inaffiature .

 

L'unico problema , a livello parassitario, sono gli afidi che danneggiano fiori e foglie, come al solito aggiungo io!

 

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23 luglio 2009 4 23 /07 /luglio /2009 12:55


HYDRANGEA

Le  Ortensie , in circa 80  specie diverse, appartengono alla Famiglia delle HYDRANGEACEAE  e sono fra gli arbusti e rampicantipiù presenti in giardini e terrazzi.
Sono molto belle ed attraggono un vasto pubblico per la varietà dei fiori, sia nella dimensione che nella colorazione . Lo stesso fiore  ( che può superare anche i 20 cm di diametro) si presenta a volte screziato da tonalità più scure e sfmate del colore di base oppure picchiettato da colorazione diverse  e più chiare .

Le ortensie sopportano molto bene temperature invernali attorno ai -15°C  . A temperature più basse e comveniente metterle sotto protezione . Sofforno tuttavia moltissimo il  caldo eccessivo ed il soleggiamento forte e prolungato . In effetti , sarebbe sempre meglio lasciarle in zona di penombra , vicino ad una parete o sotto un albero o dove,  in estate , possano prendere solo il sole del mattino.

In alcune zone di montagna  o collina crescono rigogliose fino a 2-3 metri di altezza e sono veramente uno spettacolo !

Queste ortensie , rosa carico , viola e bianche
fanno parte della specie più comune , l'HIDRANGEA  MACROPHYLLA .

Colori vivaci, foglie  ampie, oblunghe e seghettate sui bordi , caduche.
Nel periodo vegetativo , da aprile in poi, tutte le specie hanno bisogno di abbondanti innaffiature ma non regolari e di concime organico.

La loror colorazione spesso dipende dalla tipologia di terreno in cui hanno le radici  che può essere più o meno alcalino e quindi in gardo di dare ai fiori colorazioni e sfumature rosate .
Se il terreno rimane più acido , le ortensie tendelzialmente avranno maggiore colorazione viola scuro-azzurro.

La moltiplicazione è per talea estiva (giugno-luglio) da rami giovani laterali, inseriti in terriccio misto a torba  o immergerli delicatamente nell'ormone della crescita ed inserirli in terreno di torba misto a sabbia, al fresco e nell'ombra.


Questa ortensia a lato fa parte delle specie più particolari dell'ortensia .
E' l'Ortensia SERRATA , tipo BLUE BIRD .

Fiorisce da Giugno a Ottobre in continuazione e può raggiungere i 150 cm di altezza .
La foglia è ovale, accuminata e seghettata .

Il fiore "lacecap" ,particolarissimo, ha petali
interi blu o rosa e cormbi di fiori fertili sulla colorazione del blu o rosa .
L'origine di questi tipo di ortensia è il Giappone .

Tutte le ortensie possono essere attaccate da afidi e dal ragnetto rosso ma possono anche

essere attaccate da piccole forme fungogene .
Un suggerimento , si possono anche far essiccare ed utilizzarle da sole o in composizioni con altri fiori essiccati. Occorre metterle , legate, a testa (fiore) in giù , legarle bene negli steli ed appenderle capovolte , al buio,  in un locale aereggiato e secco per circa 1 mese.
Se l'esperimento è andato bene , avrete le vostre ortensie essiccat, anzi disidratate , e dai colori originari ancora vivaci.

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